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Studio Medico Dietetico
e di Rieducazione Alimentare
Test di Intolleranza Alimentare
PERCHE’ MANGIO POCO E INGRASSO?
METABOLISMO E TENDENZA AD INGRASSARE
Per “ Salute e Beauty”
LE CAUSE:
Per poter rispondere correttamente è necessario analizzare quali sono i diversi fattori che danno luogo a questa difficile situazione per la quale pur mangiando molto poco non si perde peso o addirittura si 1) Il primo fattore che va considerato è il fenomeno di adattamento a diete normocaloriche e
bilanciate. Pur seguendo una dieta bilanciata, quindi con un giusto apporto di tutti i principi
nutritivi, il nostro organismo ha bisogno di adattarsi al cambiamento di alimentazione e al nuovo peso che si raggiunge. Infatti dopo un’iniziale perdita di peso è normale che il calo ponderale possa fermarsi proprio per un fenomeno di adattamento. E’ perfettamente fisiologico che ciò accada; tale situazione durerà un certo periodo di tempo, poi l’organismo tornerà, dopo essersi adattato al 2) Un altro fattore per cui mangiando poco si ingrassa è la errata frequenza dei pasti. E’ stato infatti
provato scientificamente come la distribuzione dei pasti possa incidere sull’aumento o meno del peso. Un’identica quota calorica produce risultati diversi a seconda del numero di pasti in cui è stata frazionata nell’arco della giornata, proprio perché la corretta o errata frequenza di essi incide sul nostro metabolismo. Il frazionamento a cinque o a sei pasti permette al metabolismo di attivarsi, di trasformare il cibo in energia in modo più veloce. 3) Diete sbilanciate che non apportano la giusta quantità dei principi nutritivi di cui l’organismo
necessita. Non c’è, in una dieta sbilanciata, il giusto rapporto tra glucidi, lipidi, e protidi, quindi, pur mangiando poco, non si riesce a perdere peso. 4) Sedentarietà. Il problema non è tanto la mancanza di un dispendio energetico e quindi il consumo
di calorie, l’importanza dell’attività fisica costante sta nel forte impatto che ha sul metabolismo Dr. MAURIZIO LORENZETTI Medico Chirurgo D.ssa EMMA V ITIANI Direttrice e Dietista
PERUGIA Via E. Fermi, 5 - Tel. 075 / 5004810
FOLIGNO Via D. Chiesa, 99 - Tel. 0742 / 350399 - Fax 0742/352900
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basale. Chi svolge regolarmente attività fisica (almeno mezz’ora tutti i giorni) ha un metabolismo basale molto più alto rispetto a chi fa una vita sedentaria o un’attività fisica sporadica. Intervento di Emma Vitiani:Proprio per questo è molto più importante avere un tapis roulant o una cyclette a casa che ci permette di allenarci tutti i giorni, piuttosto che andare in palestra un giorno, fare una grande faticata e poi non riprendere l’attività per quindici giorni.” 5) Stress fisico e psichico influisce negativamente sul metabolismo, lo rallenta.
6) Tipo di obesità (iperplastica-ipertrofica)
7) Menopausa, a seguito delle modificazioni ormonali, il metabolismo si rallenta
COMPOSIZIONE CORPOREA
E’ necessario sottolineare che non è tanto importante il peso che compare sulla bilancia, quanto il rapporto che c’è tra massa grassa e massa magra, cioè la composizione corporea. Da un punto di vista medico la percentuale di massa grassa e di massa magra deve rientrare entro certi limiti di normalità; ogni volta che si esce da questi limiti siamo in una situazione di sovrappeso o di obesità. La massa magra deve costituire circa il 75-80% del corpo; ne fanno parte i muscoli, gli organi
interni, le ossa, il sangue, l’acqua. La massa grassa deve costituire il 20-25% del corpo ed è
composta dal grasso sottocutaneo e viscerale. L’obesità è legata ad un eccesso di grasso corporeo, che non sempre però si accompagna ad un proporzionale aumento di peso, ma si associa sempre ad una aumentata morbilità e mortalità. Infatti l’eccesso di grasso corporeo provoca alcune malattie o aggrava quelle di cui il paziente già soffre. I metodi di valutazione della composizione corporea sono di due tipi: diretti o indiretti. Il metodo diretto è la valutazione sul cadavere, sezionando i cadaveri è stato possibile capire e definire i limiti di normalità, quindi il giusto rapporto di composizione corporea. Il metodo indiretto corrisponde invece alla valutazione somatometrica o densitometrica che è possibile rilevare attraverso determinati strumenti e con apposite misurazioni. Intervento di Emma Vitiani:Un altro elemento fondamentale che ognuno dovrebbe tenere bene a mente è l’importanza di un fine, di un obiettivo corretto. Il peso che si desidera raggiungere non deve essere ideale, ma deve basarsi sulle caratteristiche del proprio corpo, sul rapporto massa grassa/massa magra. E’ pericoloso e negativo porsi obiettivi drastici. Molte giovani pazienti si impongono un ideale da raggiungere in tempi molto brevi. Alla prima stasi del peso o ad un aumento di esso (che può anche essere dovuta alla fase del pre-ciclo) si demoralizzano ed iniziano Dr. MAURIZIO LORENZETTI Medico Chirurgo D.ssa EMMA V ITIANI Direttrice e Dietista
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a mangiare meno, poi sempre di meno, non vedendo realizzarsi gli obiettivi prefissati. Dal punto di vista dell’obiettivo è più corretto non ragionare in chili, ma in taglie, considerando che ogni 5 chili corrispondono ad una taglia. Se ho 30 chili da perdere comincerò a pensare di dover perdere una taglia alla volta; poiché spesso una diminuzione di volume non corrisponde ad una perdita di peso, può quindi accadere di rientrare in un abito una taglia più piccola proprio in quelle tre settimane in cui non ho perso peso. E’ importante avere nei confronti dell’evento dieta quel buon senso che noi riusciamo a mettere in altre cose, in modo da raggiungere quello che si chiama peso ragionevole di salute e di stabilità, che non ha nulla a che vedere con il peso estetico che viene spesso riportato sulle riviste.” Intervento di Emma Vitiani: “la composizione corporea viene valutata in ambulatorio attraverso la plicometria, un metodo che comporta l’utilizzo di tre strumenti: il plicometro che misura la
percentuale di massa grassa, il calibro che misura la struttura scheletrica, il centimetro antropometrico che misura la distrettualità, cioè come è distribuito il grasso corporeo. E’ importante fare questa valutazione poiché un paziente potrebbe avere un peso numericamente alto, ma non essere in sovrappeso, per la presenza di una struttura scheletrica grande e una massa muscolare possente.” OBESITA’ E SOVRAPPESO
Questo tipo di esame ci permette soprattutto di distinguere due differenti condizioni: il sovrappeso e l’obesità. Il sovrappeso corrisponde sì ad un aumento di peso, ma relativo alla massa
magra, ad esempio un aumento muscolare dovuto all’incremento di attività fisica. In questo caso la massa grassa rimane invariata, quindi non si tratta , dal punto di vista medico, di una patologia. Nel caso dell’obesità, invece, l’aumento di peso deriva da un aumento della massa grassa, ed è questo
secondo tipo di aumento che costituisce una patologia e sul quale è necessario intervenire. Intervento di Emma Vitiani: i pazienti che perdono peso con diete troppo drastiche, o che assumono farmaci per dimagrire, generalmente perdono peso a scapito della massa magra, quindi il paziente non perde grasso, ma perde muscolo. Quando invece la dieta è normocalorica, equilibrata ( non come alcune diete attuali nelle quali vengono tolti pane e pasta, che devono invece costituire almeno il 55% delle calorie giornaliere) si perde la massa grassa e i muscoli rimangono nella stessa percentuale, anzi se si fa un po’ di moto la massa muscolare aumenta.” Dr. MAURIZIO LORENZETTI Medico Chirurgo D.ssa EMMA V ITIANI Direttrice e Dietista
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IL METABOLISMO BASALE
A questo punto è importante definire cosa si intende per metabolismo basale, proprio perché l’attività metabolica influisce fortemente sulla nostra capacità di prendere o di perdere peso. Il metabolismo basale corrisponde alle necessità energetiche fondamentali dell’organismo valutate
in assoluto riposo e dopo 12 ore di digiuno. Rappresenta quindi la quantità di energia necessaria per far funzionare il nostro corpo a riposo, essa serve a mantenere la respirazione, il battito cardiaco, la temperatura corporea e le altre funzioni vitali. I metodi di valutazione del metabolismo sono di due tipi: indiretto, attraverso le tabelle FAO, o attraverso software specifici, o diretto attraverso strumenti come lo spirometro di Benedict. Le variazioni metaboliche sono presenti lungo tutto l’arco della nostra vita. Chiaramente ci sono variazioni che sono del tutto normali, quindi fisiologiche e variazioni invece definite patologiche. Vediamo quali sono le principali variazioni
fisiologiche: 1) durante il sonno il metabolismo si abbassa di circa il 10%. 2) la gravidanza
rappresenta un momento della vita in cui il metabolismo si alza del 20% 3) anche l'età è un fattore
determinante, si assiste ad un abbassamento del metabolismo del 1-2% ogni 10 anni 4) la temperatura esterna incide sul metabolismo, producendo addirittura nei climi più rigidi ( Alaska,
Polo Nord) un aumento dell’attività metabolica del 50-100%. Guardando i documentari si può infatti notare come le popolazioni che vivono in climi molto freddi, sono sempre magre, non ci sono soggetti grassi, pur avendo un’alimentazione che prevede cibi molto ricchi di grasso (come la foca ad esempio). 5) durante la menopausa il metabolismo si abbassa circa del 20%, è quindi
importante intervenire con una corretta alimentazione che rappresenta uno dei principali attivatori metabolici, e se necessario affiancare una terapia ormonale. 6) l’attività fisica come è stato
precedentemente sottolineato ha un importante impatto sul metabolismo innalzandolo almeno del 5-6%, intendendo però un allenamento costante e aerobico, non anaerobico, non deve cioè rappresentare per l’organismo uno sforzo eccessivo. Deve essere graduale e non troppo intenso(non deve mandare l’organismo in debito di ossigeno) per costituire un allenamento che apporta benessere. 7) il movimento che ogni giorno fa una casalinga non può essere considerato al livello
di un’attività fisica; rappresenta comunque un moto prolungato che comporta un dispendio energetico di circa 4-8 Kcal./ minuto, a seconda del tipo di faccenda che sta compiendo. Ma nel momento in cui l’attività della casalinga cessa non si hanno più i medesimi effetti, i quali sono appunto limitati al momento in cui il movimento si svolge. Il metabolismo basale si innalza Dr. MAURIZIO LORENZETTI Medico Chirurgo D.ssa EMMA V ITIANI Direttrice e Dietista
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fintanto che il lavoro si svolge. 8) l’attività intellettuale, al contrario di quello che comunemente
si pensa, non comporta un forte dispendio energetico e quindi non si realizza nessuna VARIAZIONI METABOLICHE
Passiamo ora ad osservare quali sono le variazioni metaboliche considerate patologiche: le cause
più frequenti di variazioni non fisiologiche sono le sindromi endocrine, più in particolare le
sindromi ipotalamiche (es. ipotiroidismo). L’ipotiroidismo è una patologia piuttosto diffusa,
dovuta ad una insufficienza della secrezione tiroidea. Questo comporta un abbassamento del metabolismo basale, quindi una tendenza a prendere peso accompagnata da sintomi come l’astenia. L’aumento ponderale non è dunque dovuto ad un eccesso di calorie o a disordini alimentari, ma a questo squilibrio interno. Un’altra variazione metabolica si realizza nei casi di ipercorticosurrenalismo, cioè nei casi di secrezione troppo abbondante da parte della corteccia
surrenale. Anche nel caso di ipogonadismo si ha una variazione del metabolismo.
Nell’ipogonadismo si ha una ridotta o assente funzionalità delle ovaie, si realizza una condizione simile a quella della menopausa. Modificazioni patologiche si hanno anche nei casi di insulinoma,
di disordini congeniti (ovaio policistico), di lipodistrofia ( una distrofia localizzata del tessuto
sottocutaneo, dovuta ad alterazione delle cellule grasse, che si manifesta con l’atrofia o con la tumefazione del tessuto stesso), ma anche in casi di sindromi psichiatriche come la bulimia o la
fame ansiosa. Lo squilibrio calorico, lo stress psichico, sono altri fattori che incidono negativamente sul metabolismo. In quest’ultimo caso la terapia, oltre che essere alimentare, deve essere di aiuto e di risoluzione delle problematiche psicologiche. CONSEGUENZE DELL’OBESITA’
Dopo aver chiarito cos’è il metabolismo ed aver visto le possibili sue variazioni sia fisiologiche che patologiche, passiamo ad analizzare le conseguenze, sul nostro organismo, di un aumento della massa grassa. Ciò significa valutare cosa comporta l’obesità. L’obesità non è una malattia, ma è in
grado di determinare malattie o di aggravarne alcune già presenti o latenti. Essa incide su vari organi e a carico di diversi apparati. Innanzitutto le conseguenze dannose si rivelano a danno del sistema cardiovascolare. Il sovraccarico adiposo può comportare lo sviluppo dell’arteriosclerosi,
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ciò l’inspessimento delle pareti arteriose, il cuore polmonare, un’affezione cardiaca cronica o
acuta provocata da un’affezione polmonare lentamente progressiva (come l’enfisema) o brusca (come l’embolia polmonare.) ma le patologie favorite dall’obesità possono essere anche ossee.
Frequenti sono i casi di artriti, infiammazioni acute che colpiscono le articolazioni. Oltre
all’incidenza su questi due apparati si rilevano problemi di ipertensione, di gottismo, di vene varicose, di ernie. Ma anche pneumopatie, epatopatie, diabete mellito, patologie gonadiche, oligomenorrea (diminuzione della frequenza del ciclo mestruale), amenorrea (assenza del ciclo mestruale), gestosi, statosi, colelitiasi, colecistite. OBESITA’ IPETROFICA E IPERPLASTICA
Dopo l’analisi delle patologie cui si incorre nel caso di obesità, è indispensabile osservare una differenza importante che contraddistingue due tipi di obesità: l’obesità ipertrofica e quella
iperplastica. L’obesità ipertrofica ha una modesta gravità, insorge nell’adulto e si realizza con una
distribuzione centrale; mentre nell’obesità iperplastica la distribuzione è sia centrale sia periferica. La gravità di quest’ultimo tipo di obesità è notevole, riguarda tutta la vita del soggetto. Ma la principale differenza sta nella cellularità; mentre nell’ipertrofica c’è un aumento del volume delle cellule adipose, nell’iperplastica c’è l’aumento del numero di cellule che contengono adipe. La risposta alla dieta sarà dunque differente. Ci sarà una buona risposta nei casi di obesità ipertrofica e - Perché quando perdo peso questo avviene solo su determinate parti del corpo e non su altre dove ne avrei maggiormente bisogno? E’ un problema di adiposità localizzata, la signora ha una struttura androide, cioè tende ad accumulare i suoi chili nella parte superiore del corpo, dalla vita in su. Per ottenere un effetto estetico soddisfacente è necessario attendere un po’ più di tempo, e soprattutto mirare ad un dimagrimento lento e graduale, poiché con il dimagrimento veloce l’adiposità localizzata non viene per nulla intaccata, anzi seguendo una dieta stressante può aumentare la cellulite in modo anche vistoso. Con un dimagrimento di mezzo chilo a settimana, l’adiposità localizzata si riduce e scompare la cellulite fino al quarto grado. Dr. MAURIZIO LORENZETTI Medico Chirurgo D.ssa EMMA V ITIANI Direttrice e Dietista
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COME PERDERE PESO
Una volta determinata la presenza o meno di obesità, i rischi che essa comporta, i tipi differenti, passiamo all’analisi dei diversi modi di perdere peso. Come perdere peso? Il peso si può perdere
correttamente o impropriamente. Perdere peso in modo corretto significa seguire un regime
dietetico bilanciato e normocalorico, quindi prestando attenzione alle esigenze dell’organismo, il quale necessita di un giusto apporto di carboidrati giornalieri, circa il 55%, un giusto apporto di proteine, circa il 20%-30%, il restante deve provenire dall’introduzione dei grassi. Coloro che, al contrario seguono regimi sbilanciati, o ipocalorici, sono proprio quei soggetti che, riferendoci alla domanda tema della conferenza, pur mangiando molto poco non perdono peso, oppure perdono peso inizialmente, per poi tornare, appena si interrompe la dieta drastica, allo stesso peso di prima, se non addirittura ad un peso maggiore. Questo tipo di comportamento è dannoso per la nostra salute, poiché l’organismo lo considera una situazione di necessità, di “carestia” e si difende non favorendo quindi il dimagrimento. Il paziente che, ad esempio, mangia una mela al giorno, non solo non dimagrirà molto, ma appena aumenterà di poco la quota calorica, due mele al giorno ad esempio, riprenderà lo stesso peso, proprio perché l’organismo difendendosi da una situazione minacciosa, abbassa il metabolismo basale. Il dimagrimento che si ottiene inizialmente, con questo tipo di diete scorrette, va inoltre a scapito, della massa magra e non di quella grassa. Il peso numerico sulla bilancia diminuisce, ma non diminuiscono tutti i fattori di rischio che abbiamo analizzato legati ad una eccessiva percentuale di massa grassa. Quindi, chiunque intraprenda una dieta, deve avere come obiettivo la salute del proprio corpo, conseguentemente la perdita di peso corretta da un punto di vista medico, la quale deve oscillare intorno ai 2-3 kg. al mese. Dopo aver perso i primi chili, dovrebbe seguire una fase di adattamento, dopo di che si perde di nuovo peso, poi una fase di stabilizzazione, poi si perde peso… La curva di dimagrimento dovrebbe essere
come una scaletta (calo, stabilità, calo, stabilità…).
IL MOTO COME ATTIVATORE METABOLICO
Intervento di Emma Vitiani:il paziente che nel nostro studio inizia con noi la corretta alimentazione si aspetta sempre di ricevere una dieta restrittiva, quando legge il regime e vede l’abbondante quantità di pasta, di pane, di olio crede di non poter dimagrire in questo modo e da solo inizia a Dr. MAURIZIO LORENZETTI Medico Chirurgo D.ssa EMMA V ITIANI Direttrice e Dietista
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diminuire le quantità., e a saltare gli spuntini. Oppure il paziente che al controllo non verifica una perdita ponderale si stupisce nel sentire che la dietista considera questo evento come positivo. E’ positivo perché significa che l’organismo riesce a stabilizzare il nuovo peso raggiunto. Dopo una perdita di peso è perfettamente normale e corretto che ad esso segua un momento di stabilità. Chiaramente è molto importante l’obiettivo che ognuno di noi si pone; se il fine deve essere un dimagrimento temporaneo per l’estate 2002 va bene anche un regime ipocalorico con il quale si raggiunge il peso desiderato e poi a settembre si recuperano tutti i chili persi ( e anche più di quelli persi). Se il fine è invece quello di perdere peso migliorando la stato di salute e avere un aspetto estetico soddisfacente (che con il calo veloce non si ottiene), è necessario che ci si accontenti del mezzo chilo a settimana”. Domande rivolte al Dr. Leandri e ad Emma Vitiani
- E’ preferibile svolgere l’attività fisica all’aria aperta? C’è differenza nel fare moto al chiuso o fuori? Fare moto all’aria aperta ha sicuramente un buon effetto sull’umore, ma ciò che è importante ricordare è che l’attività fisica che abbiamo scelto di fare deve essere realizzabile tutti i giorni, deve essere quindi fattibile, pratica. E’ per questo motivo che ai pazienti viene consigliato un tapis roulant in casa o una cyclette. Camminare, correre fuori presuppone tempo a disposizione, voglia, una situazione termica adeguata… Sono tutti fattori che non ci accompagnano ogni giorno! Sicuramente la primavera e l’estate ci offrono maggiori occasioni di passeggiare o di camminare nell’acqua. Questo può considerarsi qualcosa che si fa in più, sulla base della nostra attività regolare e costante. Il beneficio metabolico che se ne ricava non è l’unico, infatti con il moto si scaricano le tossine, le tensioni emotive accumulate, si diventa più sciolti, si abbassa il tasso di colesterolo, di glicemia, e si riforma il calcio osseo. Il moto è un alleato anche contro la stanchezza. Infatti l’obiettivo di una dieta bilanciata è la modificazione del metabolismo, il renderlo più veloce. Alzando il metabolismo basale si può pensare di mantenere nel tempo il peso raggiunto e di ottenere benefici per la salute. L’unico modo per aumentare il metabolismo basale è dimagrire seguendo lo schema a scaletta, e importantissimo, associare al regime normocalorico l’attività fisica continua (30 min./die). Corretta alimentazione e attività fisica costante sono i due
attivatori metabolici per eccellenza.
Dr. MAURIZIO LORENZETTI Medico Chirurgo D.ssa EMMA V ITIANI Direttrice e Dietista
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LE TRE FIGURE CHIAVE DIETISTA – ENDOCRINILOGO E PSICOLOGO
“ Avendo parlato di terapie farmacologiche, vogliamo sottolineare che nel nostro centro di rieducazione alimentare non vengono dati farmaci di nessun genere, ma per quanto riguarda le terapie neuropsicologiche dobbiamo evidenziare come queste siano invece di notevole importanza ed aiuto per molti pazienti. Se il problema del peso è legato alla fame ansiosa, alla bulimia, alla disistima, quindi ad una non accettazione di sé, pur seguendo una corretta alimentazione, il miglioramento sarà sempre temporaneo. Arriverà comunque quel momento di scoraggiamento, di ansia, quella crisi, per la quale ritroveremo nel cibo un fattore di compensazione e di consolazione, sballando qualsiasi regime alimentare. Importante è dunque l’agire in sinergia; se c’è un problema di sottopeso o di sovrappeso le figure che devono operare insieme sono il medico di base, l’endocrinologo, il dietista e lo psicologo. Se si vuole ottenere un successo che sia definitivo bisogna oprare insieme. Queste figure insieme possono far emergere quell’energia interiore che ognuno di noi ha dentro di sé, un riserva energetica capace di farci guarire dalle malattie, di farci superare gli stress più grandi, di farci diventare magri. Il problema è capire che questa energia esiste, che c’è. Ma spesso ci sentiamo talmente giù di morale, talmente deboli da non sentirla. Dobbiamo sempre ricordare che l’uomo è composto di psiche, di corpo, ma anche di spirito. Abbiamo quindi anche un’interiorità che ci può rendere belli, non possiamo valutare la nostra bellezza solo in termini di chili, di abiti, di esteriorità altrimenti non saremo mai soddisfatti di noi stessi. Il sapersi imporre, il modo di camminare, il modo di esprimere i sentimenti, sono tutti aspetti che ci caratterizzano e che si affiancano a quelli strettamente estetici. Non dobbiamo giudicarci solo davanti allo specchio. Questo è il tipo di approccio che il nostro centro vuole avere con il paziente, un approccio “olistico” (dal greco olos=insieme). I mass media di oggi fanno apparire come importanti solo le doti legate alla bellezza esteriore, sta quindi al genitore, al dietista, allo psicologo, al medico il compito di riportare sul giusto piano l’importanza della nostra interiorità. Questa nostra riserva energetica è quella che dovrebbe aiutarci a venir fuori da situazioni difficili, in modo da non dover ricorrere a figure esterne o a farmaci che sembrano essere diventati l’ausilio a quell’interiorità che ci siamo scordati di avere. Quindi anche la volontà, la collaborazione del paziente è importante, i terapeuti danno l’input, ma se si ottengono dei risultati il merito va al paziente stesso. Dr. MAURIZIO LORENZETTI Medico Chirurgo D.ssa EMMA V ITIANI Direttrice e Dietista
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I FARMACI E GLI INTERVENTI CHIRURGICI PER DIMAGRIRE
Proprio a proposito di riviste e di pubblicità, dobbiamo sottolineare come tutti noi siamo continuamente “bombardati” da diete di ogni genere e da farmaci dimagranti che promettono ottimi risultati. Il mercato offre terapie farmacologiche basate prevalentemente su tre tipi di farmaci: la sibutramina, la metformina e l’orlistat. Ultimamente questi composti sono anche stati messi sotto accusa e ritirati temporaneamente dal commercio. Sono farmaci che hanno un loro effetto, un buon effetto, ma che vanno dosati e controllati. Il soggetto che da solo li assume rischia di avere effetti molto nocivi, soprattutto perché accade che molti, per potenziarne gli effetti, ne consumino entrambi o tutt’e tre i tipi contemporaneamente. Questo crea un aumento dell’efficacia estremamente dannosa per l’organismo, con gravi rischi per la salute. E’ quello che è successo alla paziente a seguito della quale i farmaci sono stati messi sotto accusa: assumeva costantemente i diversi prodotti associandoli anche ad altri integratori. A livello di terapie mediche oltre ai farmaci, nei casi di obesità grave, ci sono anche interventi chirurgici come l’anello gastrico, il palloncino gastrico, la resezione intestinale, la liposuzione. Importanti, in casi specifici, sono anche le terapie neuropsicologiche, come la psicoterapia e la terapia ansiolitica, le quali possono rimuovere quei meccanismi mentali che non permettono di raggiungere un buon rapporto con se stessi e con il proprio corpo, e quindi un conseguente COME MANTENERE IL PESO RAGGIUNTO
Riassumendo i punti più importanti di questa argomentazione, vogliamo ora sottolineare quali sono gli elementi essenziali per mantenere il peso raggiunto. 1) Corretta alimentazione ( evitando di fare lunghi digiuni e rispettando il frazionamento dei pasti). 2) No all’effetto fisarmonica ( raggiungo un certo peso, poi non seguo più un’alimentazione corretta e torno ad ingrassare, mi rimetto a dieta ma abbandono e riprendo peso.). 3) Sì ad un corretto stile di vita tenendo a bada lo stress e praticando un’attività fisica moderata ma continua. 4) No alla sedentarietà. 5) Controllo delle patologie associate. Rispettando queste semplici abitudini quotidiane si riesce senza difficoltà a rimanere nel peso di Dr. MAURIZIO LORENZETTI Medico Chirurgo D.ssa EMMA V ITIANI Direttrice e Dietista
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Source: http://www.vitiani.it/upload/dietaolistica/doc7.pdf

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