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L’auto di Quattroruote
Summa di tecnologia

Secondo QUATTRORUOTE le Case automobilistiche, oggi, dedicano notevoli risorse alla ricerca
di materiali innovativi e alla sperimentazione di soluzioni d’avanguardia ma troppo spesso si
vedono costrette ad abbandonare i processi di sviluppo prima ancora di approdare alla fase di
produzione. Un meccanismo che può trovare giustificazione nell’ottica di contenimento dei costi,
sempre più presente nelle logiche aziendali, ma che deve anche scontrarsi con un diffuso
atteggiamento conservatore da parte dei costruttori, che associano sempre più frequentemente
l’elemento novità con il fattore rischio. Eppure sono diverse le soluzioni d’avanguardia già
disponibili sul mercato a costi accettabili che potrebbero scendere ulteriormente se si avviasse una
produzione in grande serie. QUATTRORUOTE ha voluto dimostrare la fattibilità di questo processo
con un’auto innovativa, realizzabile subito e proponibile a un prezzo compreso tra i 15.000 e i
20.000 euro.
Ieri: la Sigma e la Secura
Questa iniziativa si colloca nel solco della tradizione di QUATTRORUOTE che fin dalle prime
edizioni si è dimostrata attiva e propositiva nei confronti dell’automobile e del contesto che la
circonda. Già nel 1963, infatti, dalla collaborazione con Pininfarina nacque un prototipo,
denominato Sigma, caratterizzato dai ritrovati più avanzati per l’epoca in fatto di sicurezza stradale.
L’iniziativa venne ripetuta nel 1965 con la Secura, un altro laboratorio viaggiante dedicato alla
sicurezza costruito con la carrozzeria piemontese OSI-Ghia. Due progetti assolutamente
all’avanguardia per l’epoca, quando la sicurezza era ancora un argomento tabù per le Case
automobilistiche che temevano ricadute negative sull’immagine dei loro prodotti.
Oggi: progettazione d’avanguardia
Per il progetto Summa QUATTRORUOTE, insieme a MID e Baolab, un “polo creativo” di ricerca
di Strategia, Design e Materiali con sede a Milano, si è avvalsa della collaborazione di partner
tecnologici altamente qualificati esempi di eccellenza nei rispettivi campi. Aziende ad alto tasso di
specializzazione che lavorano, spesso senza comparire, per molti costruttori. Al progetto hanno
collaborato, ognuno per la propria competenza, società come Triom (fari), Gruppo Maip (polimeri),
Tarox (freni), Sparco (sedili), Nardi (volante), MTA Digitek (strumentazione), Pirelli BroadBand
Solutions (elettronica), Centro Inox (telaio), Lanxess (strutture plastiche).
La struttura e la meccanica
Lunga poco più di quattro metri e dotata di quattro comodi posti, la Summa è improntata alla
massima praticità, pur non disdegnando gli aspetti emozionali del rapporto con l’automobile, sia a
livello estetico sia di comportamento su strada. Per rispondere all’esigenza oggi imprescindibile di
ridurre massa, consumi, costi di produzione e manutenzione, la scelta è caduta, al posto della
tradizionale monoscocca di lamiera, su una gabbia di acciaio inossidabile che sostiene una
carrozzeria di plastica. O, meglio, di ASA, un polimero molto più efficace delle plastiche del
passato, che ha ottime caratteristiche di resistenza ed ecocompatibilità.

Questa plastica non richiede verniciatura; gli elementi portanti di acciaio, invece, sono trattati con
vernici in polvere a basso impatto ambientale di colore verde. Lo stile, in assenza dei riferimenti
culturali a un marchio esistente, è stato definito con la massima libertà intorno alle soluzioni
tecnologiche prescelte. Anche per i vetri laterali, il lunotto e il tetto si è optato per il policarbonato,
un materiale che consente un risparmio di peso del 30% rispetto al vetro.
La meccanica prevede l’adozione di un motore 4 cilindri turbo a benzina da circa 130 CV, abbinato
a un cambio automatico a doppia frizione; originale il coperchio che lo riveste, concepito in
termoplastica nanocomposita e dotato di comodi sportelli per il rabbocco dei vari liquidi. Massima
praticità anche nell’ideazione dei fari: i proiettori utilizzano 18 Led per le luci diurne e le frecce,
mentre impiegano lampade alogene, facilmente sostituibili, per abbaglianti e anabbaglianti. Inoltre,
in caso di rotture è possibile sostituire solo la calotta anziché l’intero gruppo ottico, con notevoli
risparmi. Se le sospensioni seguono uno schema tradizionale (MacPherson anteriore, ponte
interconnesso posteriore), decisamente innovativi sono i freni: la Tarox ha sviluppato un inedito
sistema che impiega, al posto dei dischi tradizionali, un gruppo simile alle frizioni multidisco, in
grado di trattenere le polveri generate dal materiale d’attrito, solitamente disperse nell’atmosfera.
Abitacolo ideale
Se gli esterni e alcuni particolari della meccanica della Summa sono pensati per dare risposte
pratiche alle esigenze dell’automobilista, gli interni sono addirittura “cuciti” addosso.
Volante e quadro strumenti, per esempio, si muovono solidamente per garantire al guidatore la
visibilità ideale; luci e tergicristalli sono azionati da manopole poste ai lati della strumentazione
(digitale) e immediatamente raggiungibili. Ancora più innovativi volante, plancia e sedili. I primi due
sono rivestiti con un materiale atermico che riduce il surriscaldamento durante le soste al sole
(quindi il fabbisogno energetico per rinfrescare l’abitacolo); i sedili utilizzano una scocca di
materiale plastico, leggero e riciclabile, e un’imbottitura realizzata con una struttura a rete
tridimensionale che favorisce la traspirazione del corpo.
Su una vettura di nuovissima concezione non poteva mancare un’ampia dotazione di elettronica,
Di quella utile, però, perché troppi gadget finiscono per distrarre il guidatore. Così, la chiave, oltre
ad espletare le funzioni di accensione e spegnimento del motore, permette di attivare un
collegamento Internet ad alta velocità trasformando la Summa in un “hot spot” multimediale,
capace di “dialogare” con il mondo esterno. Inoltre il sistema, che prevede il riconoscimento
dell’impronta digitale, offre la possibilità d’impostare parametri personalizzati: consente di limitare
la velocità massima raggiungibile dall’auto (utile quando si affida la vettura, ad esempio, a un figlio
neopatentato).
La Summa in sintesi
La Summa, come dice il nome, si propone come un concentrato di soluzioni innovative. Eccole in
breve.
- struttura portante con space frame di acciaio inossidabile
• l’alta resistenza agli urti consente sezioni più sottili e quindi permette una riduzione del peso di circa il 15% rispetto a una scocca portante; • non richiede protezioni superficiali né verniciatura, risparmiando quindi due costosi e inquinanti processi industriali. Abbiamo deciso di rendere di colore verde la parte a vista della gabbia per evidenziarla meglio
- carrozzeria di polimero plastico ASA
• è colorato in massa, direttamente nell’impasto. Quindi elimina il costoso e • è resistente all’azione delle intemperie e dei raggi ultravioletti, mantenendo inalterate a lungo le caratteristiche estetiche • ha un’elevata stabilità dimensionale, quindi non si deforma alle alte temperature • ha proprietà fonoassorbenti e perciò consente di risparmiare sui materiali isolanti che aggiungono peso alla vettura
- vetri laterali, lunotto e tetto di policarbonato

• riciclabilità e leggerezza. Si calcola che le superficie vetrate di policarbonato pesino il 30% meno di un’analoga superficie di vetro
- proiettori misti led/lampade alogene con trasparente non incollato
• ottimo compromesso costi/prestazioni: si impiegano led per le parti più stressate come le luci diurne e gli indicatori di direzione e lampade alogene per anabbaglianti e abbaglianti: queste ultime sono facilmente sostituibili con accesso dal cofano • la calotta esterna trasparente, agganciata con clip e con una guarnizione, in caso di rottura può essere cambiata separatamente, con notevole riduzione dei costi di manutenzione
- impianto frenante modulare, a dischi multipli e senza pinze
• a parità di potenza frenante il sistema è più leggero e meno ingombrante • intrappola le polveri dannose prodotte in frenata, che si possono poi smaltire
- volante e plancia con rivestimenti atermici
• riducono notevolmente il surriscaldamento durante le prolungate soste al sole
- sedili con scocca di materiale plastico e imbottitura di materiale innovativo
• struttura notevolmente più leggera dell’intelaiatura metallica tradizionale • l’imbottitura, costituita da una rete tridimensionale, è leggerissima e traspirante, poiché consente la circolazione dell’aria al suo interno
- strumentazione digitale che seleziona le informazioni trasmesse al pilota in base al
contesto di guida

• sul quadro appare ciò che davvero serve, a seconda che si guidi in città, su una strada di montagna o in autostrada. Risultato: meno distrazioni alla guida

- materiali ibridi per pannelli porta e plancia, ottenuti dalla miscela di polimeri con materiale
di scarto di agricoltura, fibre vegetali, legno e pellami


- chiave di accensione evoluta, con Sim card
• permette la connessione a Internet ad alta velocità, una prima assoluta su • rende possibili upgrading automatici dei sistemi di bordo, dalla cartografia alle • grazie alla tecnologia di riconoscimento dell’impronta digitale, consente d’impostare parametri personalizzati, limitando velocità e potenza se a prendere l’auto, ad esempio, è il figlio neopatentato • può in futuro diventare uno strumento di pagamento diretto per piccole

Source: http://www.virtualcar.it/public/media0a/summa_quattroruote.pdf

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